Il quartiere
I Navigli
I canali che hanno costruito Milano, oggi il quartiere dove la città esce di casa la sera.
Una città d’acqua
Milano non ha il mare né un grande fiume, eppure per secoli è stata una città d’acqua. I Navigli sono una rete di canali navigabili scavata a partire dal XII secolo per collegare la città ai laghi e al Ticino: il Naviglio Grande, il più antico, fu completato nel 1272. Sulle sue acque arrivavano il marmo di Candoglia per il Duomo, il grano, il vino e la legna che facevano vivere la città.
Leonardo e le chiuse
Alla fine del Quattrocento Leonardo da Vinci, al servizio di Ludovico il Moro, studiò il sistema delle chiuse che permetteva alle barche di superare i dislivelli. Il Naviglio Pavese, che unisce Milano a Pavia, fu terminato solo nel 1819 e la Darsena, il bacino portuale di Porta Ticinese, divenne per un periodo uno dei porti fluviali più trafficati d’Italia.
Dal porto al quartiere
Con l’arrivo delle ferrovie e delle automobili i canali persero la loro funzione e, tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, la cerchia interna fu coperta. Restarono a cielo aperto il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese e la Darsena, restaurata nel 2015. Le case di ringhiera, i cortili degli artigiani e i vecchi lavatoi, come il Vicolo dei Lavandai, sono ancora lì.
Oggi
Oggi i Navigli sono uno dei quartieri più vivi di Milano: botteghe, gallerie, mercatini lungo l’alzaia, e all’ora dell’aperitivo le sponde si riempiono di tavolini. I nostri appartamenti sono a pochi passi da qui, tra Porta Genova e la Darsena: si arriva a piedi in centro, in metropolitana ovunque, e la sera si torna a casa lungo il canale.